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Un cartello ti salverà la vita? Ti aiuterà a trovare lavoro?

In ambito di ricerca di lavoro nel turismo, oggi ti racconto di una riflessione che mi è venuta in mente qualche giorno fa mentre passeggiavo in centro nella mia città. Nella via più centrale di Catania, tra i negozi e il traffico, mi imbatto nell’immagine che vedi sotto:

Non è la prima volta che vedo un’immagine del genere, ma questa volta questo cartello mi ha colpito particolarmente. Mi sono messo nei panni di quella persona che l’ha scritto e l’ha attaccato ad un muro di un palazzo di via Etnea. Sarà stata una persona sicuramente disperata, di quelle che sicuramente deve sfamare la famiglia, non so di che età né so che esperienze lavorative abbia avuto. Di sicuro una persona che vuole lavorare, che non si arrende, che ha lo spirito d’iniziativa di prendere un foglio di carta, un pennarello e del nastro adesivo, scrivere quello che hai letto e attaccarlo ad un muro. Una persona che non si lamenta, che non si lascia andare, che non si arrende, che prova e riprova. Una persona che merita tutta la mia stima, lo scrivo in tutta sincerità. Se lo incontrassi gli direi: “Bravo, non ti arrendi, continui, non molli!”. Sicuramente spinto dal bisogno, dalla buona volontà, dalla fame. Ma non si piange addosso e prova! Gli stringerei volentieri la mano e gli darei una pacca sulla spalla!

Quello che mi preoccupa però è il risultato. Non so se abbia trovato lavoro, non so se abbia ancora bisogno di cercare lavoro, lo spero fortemente perché chi si impegna merita i risultati. Ma non basta impegnarsi: è fondamentale ma non sufficiente. E’ il risultato che conta, non solo l’impegno. Il grande impegno senza risultato non porta da nessuna parte, il risultato con poco impegno non solo è positivo, è anche lodevole!

Siamo nati e cresciuti nell’epoca in cui si premia l’impegno e non risultato. Quante volte a scuola ci siamo sentiti dire: “Voglio premiare l’impegno con un 6 di incoraggiamento!”. Mi spiace ma non funziona così! Nel mondo d’oggi vince chi arriva primo, non chi si impegna e basta! Per carità, per arrivare primo devi impegnarti quanto e più di chi arriva secondo, ma impegnarsi e non arrivare primi è un non risultato! Pensa se stai cercando lavoro e c’è UN solo posto disponibile. Se arrivi secondo, nonostante il tuo impegno non avrai il lavoro. Mi spiego?

Non dico che non devi impegnarti, ma devi fare in modo di diminuire lo sforzo e aumentare il risultato. Cosa intendo? Ti faccio un esempio: devi trasportare 100 kg di mattoni da una parte all’altra di una casa in costruzione entro un’ora. Se trasporti a mano i mattoni ad uno ad uno difficilmente riuscirai a trasportarli tutti entro un’ora, nonostante tu ti stia impegnando al 100%. Se utilizzi una carriola, è più facile che tu riesca impegnandoti meno. Ma avrai raggiunto il risultato. E’ chiaro?

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Se è chiaro torniamo all’uomo che cerca lavoro e che ha affisso il cartello. Secondo te lui sta portando i mattoni a mano o con la carriola? Io credo che li stia portando a mano! Perché ha messo un cartello su una strada trafficata dove passano tante persone, ma soltanto una su 500 avrà la possibilità di offrirgli un lavoro. E infatti moltissime persone che passavano di lì non hanno notato il cartello, sia perché si confondeva con gli innumerevoli manifesti affissi su quelle pareti, sia perché non erano lì per offrire lavoro.

E’ vero che non ti costa nulla affiggere un cartello del genere, ma è anche vero che non ti porta a nulla!

E allora quali sono le soluzioni? Te ne suggerisco 3:

  1. Formati e preparati: il mondo del lavoro e il mondo in generale sono lanciati in una folle corsa verso il futuro. Tu sai correre, sei veloce? Se non lo sei, inizia a correre, informati, studia, leggi, impara, aggiornati. Internet è alla portata di moltissimi che vivono nella parte più ricca del mondo (esatto, se stai leggendo queste righe innanzitutto sei vivo, vivi hai da vivere, sai leggere, ha a disposizione un computer o uno smartphone e una connessione internet, e quindi sei più fortunato della maggior parte degli esseri umani che vivono in questo mondo!) , più dell’acqua e del pane. E’ uno strumento fantastico, economico e potentissimo. A ogni domanda che ti poni lì trovi la risposta! Lo so che è difficile, lo so che c’è da applicarsi e da investire tempo. Ma ti rendi conto che si tratta della tua vita? In fondo hai imparato facilmente a mettere like ai gattini e alle frasi stupide che trovi su Facebook, cosa ti impedisce di imparare ad utilizzare meglio i social per trovare lavoro e imparare nuove cose anche su LinkedIn oltre che su Facebook?
  2. Aumenta le tue connessioni: non conta solo chi si è, ma chi si conosce, con chi sei connesso. E non parlo di raccomandazioni all’italiana, ma della capacità di conoscere le persone giuste che diano risalto alle tue capacità. Torno a parlare di social network e di online. Facebook, LinkedIn, Youtube sono casse di risonanza incredibili! Usale! Sei un receptionist? Scrivi sul LinkedIn come miglioreresti le procedure di check-in, check-out o complain, scrivi come hai risolto una lamentela di un ospite o un upsell. Sei un cuoco? Fai un video delle tue ricette e mettile online, fai un video che documenti la tua maestria di sfilettare un pesce o di mantecare il risotto. Mostra cosa sai fare!
  3. Presentati meglio: chi l’ha detto che il CV è morto? Il CV classico è morto, quello uguale a tutti gli altri, quello che non ti dà nulla di più e che è solo una sfilza di esperienze lavorative elencate in maniera fredda, quello che è piatto e insipido (rimanendo in ambito culinario). Il CV scritto con criterio, quello che mostra il vantaggio reale che puoi portare all’azienda presso cui ti stai candidando, quello che fa trasparire il tuo entusiasmo e la tua preparazione no: quello NON E’ MORTO! Anzi è più vivo e vegeto che mai! Mi dirai, ma come può un CV, un documento, un foglio di carta a far trasparire la mia preparazione e il mio entusiasmo? Io ti rispondo che ogni giorno tante persone trovano lavoro grazie ad un CV inviato tramite un sito internet (gestisco personalmente un sito internet per chi cerca lavoro nel turismo con 40mila candidati e so per certo che c’è chi trova lavoro tramite il CV). E se ci riescono loro, perché non dovresti riuscirci tu? Ti ricordo che Dante è ricordato nei secoli semplicemente grazie a dei fogli di carta. Non dico che devi essere ricordato nei secoli e che devi trasformarti in Dante, ma che le parole e quello che scrivi possono darti un lavoro anche solo grazie ad un foglio di carta e delle parole. Scritte con criterio e inviate tramite i canali giusti. E non come l’uomo del cartello, di cui, ripeto, ammiro la determinazione e l’impegno, nonostante non condivido le modalità.

Poi trovare le scuse per non fare tutto ciò è semplice: la crisi, le raccomandazioni, lo sfruttamento dei titolari, i complotti e tutto quello che vuoi. Ma queste discussioni di sicuro non ti faranno trovare lavoro…

E tu, stai portando i mattoni a mano o con la carriola? 

Non puoi andare avanti senza una carriola, leggi come trovare lavoro nel turismo con la tua nuova carriola!

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2 thoughts on “Un cartello ti salverà la vita? Ti aiuterà a trovare lavoro?

  1. Purtroppo in Italia, il discorso povertà sociale con relativo sfruttamento e disperazione, spesso violenta a causa di mancanza di sostenimento da parte dello stato ad imprese ed operai, è un tema chei rattrista e mi fa immaginare l’ italia come un paese che non ha interesse ad investire sui disoccupati formandoli e specializzandoli attraverso percorsi sociopedagogici che gli permetterebbero, in certi momenti della vita, di rilassarsi e investire tempo e ambizioni in una specializzazione che li reintroduca nel mondo del lavoro, piu professionali di quando sono usciti, dal mondo del lavoro. Io ormai sono all’estero, in Europa ma all’estero e le opportunita di crescita e specializzazione, sono pressoche migliorate propio perche lo stato mi sostiene economicamente in disoccupazione pagando affitto e minimo vitale di 400 euro obbligandomi però a studiare la lingua o fare seminari e stage per migliorare o imparare un nuovo mestiere e, appunto, farti rientrare nel mondo del lavoro, piu specializzato di quando ne sei uscito… ho avuto in Italia per circa 3 anni una ditta di assistenza turistica al dettaglio in Italia e per 6 mesi in Olanda, ora sto valutando qui in Germania cosa fare, ma qui sicuramente ci sono le basi legislative per ricominciare seriamente e presto ci sentiremo per collaborare assieme

  2. Caro Gino, è chiaro che l’Italia è diversa dalla Germania, così come il Regno Unito è diverso dagli USA. Se decidiamo di vivere in una Nazione piuttosto che un’altra, deve accettare le regole del mercato del lavoro. Io sono convinto che a prescindere dalle leggi e dal mercato del lavoro, per trovare lavoro è necessario impegnarsi su ciò che è alla nostra portata e su cui possiamo avere risultati. Quindi migliorare la nostra capacità di trovare lavoro e di presentarci. Sei d’accordo?

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